C’era una volta il Colosseo di Milano (e tornerà in Primavera)
Nel 2026 apre il più grande parco archeologico green d’Europa: dove c’era la pietra, ora crescono i cipressi.
C’era una volta il Colosseo di Milano, terzo per grandezza nell’Italia Romana. E ci sarà ancora. I lavori avanzano spediti nel cuore della città, tra via De Amicis e Conca del Naviglio. L’obiettivo? Concludere entro maggio 2026 un’opera monumentale che promette di essere l’architrave del rilancio storico del capoluogo lombardo.
Archeologia Botanica: Il Verde come Struttura
Dimenticate i classici scavi archeologici polverosi. Qui siamo di fronte a qualcosa che noi di Giardinoweb amiamo definire “botanica strutturale”. Laddove le pietre originali sono state depredate nei secoli, il progetto prevede la ricostruzione delle volumetrie originali utilizzando elementi vegetali.
Non è solo giardinaggio, è architettura vivente. Si tratta del più vasto parco archeologico urbano green d’Europa. Una sfida tecnica notevole che prevede la manutenzione maniacale di specie topiabili per mantenere la forma dell’ellisse e delle gradinate.
🌿 Le Specie del “Viridarium”
La scelta delle piante non è estetica, ma filologica e funzionale. Per ricreare le mura verranno usati:
- Buxus sempervirens (Bosso): Il re della topiaria, perfetto per le forme geometriche dense.
- Cupressus sempervirens (Cipresso): Per scandire le verticalità e le colonne.
- Myrtus communis (Mirto): Per le zone aromatiche e di bordura bassa.
Un corridoio verde verso i Navigli
La posizione è strategica. Il nuovo Amphitheatrum Naturae non sarà un’isola recintata, ma il polmone verde che collegherà il centro storico all’area dei Navigli, creando un corridoio ecologico fondamentale per la biodiversità urbana.
Le dimensioni sono impressionanti: l’anfiteatro originale misurava 155 per 125 metri. Camminare all’interno di questo spazio, circondati non da muri di cemento ma da pareti di bosso e filari di cipressi, offrirà un’esperienza sensoriale unica, dove il profumo delle essenze mediterranee coprirà il rumore della metropoli moderna.
Milano dimostra così che la storia non si deve per forza ricostruire: a volte, basta coltivarla.
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