L’Orto Botanico di Pavia Rinasce: Un Patrimonio Ritrovato
Due secoli e mezzo di storia botanica tornano a splendere dopo un’importante opera di restauro
Una Storia Illuminista
Quando Maria Teresa d’Asburgo decise di fondare l’Hortus Botanicus Ticinensis, l’Europa stava vivendo il periodo d’oro dell’illuminismo scientifico. L’Orto pavese nacque con una missione precisa: essere un centro di ricerca e didattica botanica all’avanguardia, capace di dialogare con le principali istituzioni scientifiche del continente.
Tra i primi direttori spiccò la figura di Giovanni Antonio Scopoli, naturalista visionario che trasformò l’Orto in un polo di eccellenza. Fu lui a commissionare all’architetto Piermarini le celebri serre che ancora oggi portano il suo nome, e secondo la tradizione, a piantare lo storico platano monumentale che domina l’Arboreto, in memoria del grande botanico svedese Carl von Linné.

Il Progetto di Restauro
Una Rinascita Finanziata dal PNRR
L’intervento di restauro si inserisce in un programma più ampio che ha coinvolto cinque importanti orti botanici italiani: Pavia, Parma, Modena e Reggio Emilia, Padova e Palermo. Un investimento che riconosce il valore non solo scientifico, ma anche culturale e turistico di questi luoghi straordinari.
Il lavoro è iniziato dalla base: il monitoraggio fitosanitario e la cura dei grandi alberi storici, veri patriarchi vegetali che hanno attraversato secoli di storia. Successivamente, l’attenzione si è concentrata sull’arricchimento delle collezioni botaniche, con l’introduzione di quasi mille nuovi esemplari tra specie selvatiche e cultivar, privilegiando quelle antecedenti al 1950 per mantenere un forte legame con la tradizione.
🌹 Le Collezioni Restaurate e Ampliate
- Roseto storico: oltre 300 varietà di rose botaniche antiche e moderne nei parterres monumentali
- Agrumi da collezione: esemplari in vaso di varietà rare e storiche
- Piante ornamentali: iris, azalee, camelie, ortensie e orchidee tropicali
- Specie acquatiche: ninfee, loti, piante palustri nelle fontane storiche
- Fruttiferi tradizionali: cultivar di meli e peri delle campagne pavesi
La Biodiversità Locale al Centro
Un aspetto particolarmente interessante del restauro è l’attenzione dedicata alla flora autoctona. Le zone umide dell’Oltrepò Pavese sono rappresentate attraverso specie rare, alcune delle quali a rischio di estinzione. La torbiera dedicata alle piante carnivore del genere Sarracenia rappresenta una novità assoluta per l’Orto, così come il nuovo bambuseto che offre un angolo di Oriente in piena Lombardia.
La sezione dei fruttiferi è stata ampliata con varietà locali che rischiano di scomparire dalle campagne moderne, un lavoro di conservazione genetica prezioso per le generazioni future. Parallelamente, sono state recuperate collezioni un tempo presenti e poi perdute durante i conflitti mondiali: dalie, hoste, bulbose primaverili che ora tornano a colorare i vialetti dell’Orto nelle diverse stagioni.

Tradizioni Uniche da Preservare
Il Vigneto Proibito
Tra le peculiarità che rendono unico l’Orto pavese spicca il cosiddetto “Vigneto proibito”, una collezione di viti americane e ibridi utilizzati come portainnesti contro la fillossera. Il nome curioso deriva dal fatto che molti Paesi europei, Italia compresa, ne vietarono la vinificazione diretta, pur riconoscendone l’importanza per salvare la viticoltura europea dalla devastante epidemia di fine Ottocento.
Il Tè di Pavia
Ancora più sorprendente è la storia della Camellia sinensis ‘Ticinensis’, una cultivar resistente al freddo ottenuta nell’Orto alla fine degli anni Trenta. Per decenni da queste piante fu ricavato un autentico tè nero locale, esperimento botanico-agronomico unico nel suo genere. Questi esemplari sono stati oggetto di cure particolari durante il restauro, testimoni viventi dell’ingegno scientifico italiano.
💡 Curiosità Botaniche
Le erbe officinali crescono ancora oggi nei caratteristici “pulvilli”, aiuole in muratura rialzate che un tempo venivano coperte con vetri durante l’inverno per proteggere le specie più delicate. Questa tecnica settecentesca è ancora perfettamente funzionale.
Un Futuro Verde
Il restauro dell’Orto Botanico di Pavia non rappresenta solo un recupero del passato, ma un investimento sul futuro. Questi luoghi sono laboratori viventi dove si conserva la biodiversità, si studiano le piante in un contesto di cambiamenti climatici, si educa il pubblico all’importanza della conservazione botanica.
Le Serre di Scopoli, completamente ristrutturate, ospitano ora collezioni di Cycadales e piante succulente, inclusa la rarissima Welwitschia mirabilis del deserto del Namib, pianta straordinaria che può vivere oltre mille anni. Le fontane storiche sono state restaurate, così come l’edicola commemorativa dedicata a Francesco I d’Austria, tutti elementi che contribuiscono all’armonia di un luogo dove scienza, storia e bellezza convivono.

Visitare l’Orto Oggi
Per gli appassionati di giardinaggio e botanica, l’Orto di Pavia rappresenta una meta imperdibile. Ogni stagione offre spettacoli diversi: le fioriture primaverili delle bulbose e del roseto, il verde intenso dell’estate con le piante acquatiche in piena vegetazione, i colori autunnali del bambuseto e dell’Arboreto, la quiete invernale delle serre riscaldate.
L’Orto è aperto al pubblico con visite guidate che permettono di scoprire non solo le collezioni botaniche, ma anche le storie, gli aneddoti e le curiosità scientifiche che rendono questo luogo così speciale. Un patrimonio che appartiene a tutti e che oggi, grazie al restauro, può essere trasmesso alle nuove generazioni in tutto il suo splendore.
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