Le rose di Natale, Helleborus, avendo maturato ben quattro secoli di coltivazione ornamentale, possono competere con i fiori più celebrati, vantando peraltro un valore aggiunto davvero speciale: quello di essersi adattate ad un’epoca di fioritura che fra le più crude dell’anno e fra le meno generose di fiori. Inoltre, le corolle degli Ellebori dispongono di un ampio campionario di colori, uno più bello dell’altro: bianco, giallo-crema, verde smeraldo, viola, rosso scuro, marrone e perfino blu nerastro. Poi, come se non bastasse, queste piante sfoggiano un magnifico fogliame, sempre verde in numerose varietà, prezioso elemento d’arredo anche sotto il profilo “architettonico”. L’autorevolezza della paesaggista Vita Sackville-West, infine, assicura che la fame di piante che non amano essere disturbate non ha fondamento: “Se trasportate i vostri cespi con una grande zolla di terra, posso garantirvi che si riadatteranno felicemente”.

Una volta assestati nel loro ambiente, pochi altri generi di erbacee perenni sono longevi quanto gli elabori. In parte ciò è anche dovuto alla robustezza dell’apparato radicale, formato da lunghi e consistenti rizomi orizzontali, da cui si dipartono spesse radici è un fitto reticolato di radichette. Fin dal seicento sono conosciute e coltivate almeno tre specie, tutte spontanee nei nostri boschi: H. Niger, la classica rosa di Natale dai candidi petali che con il passare del tempo si arrossano un poco; H. Foetitus, una pianta dall’odore non sempre piacevole, E infine H. Viridis, ben riconoscibile per i suoi fiori aperti e verdi.

Per la coltivazione della “Rosa di Natale” consiglio un substrato da giardino, fertile ma non troppo ricco, ben drenato ma fresco anche in estate, più tendente all’acido che non al calcareo. Gradisce un clima fresco e un’esposizione sempre in semi-ombra e riparata dei venti forti, il trapianto è da farsi in primavera. Per l’irrigazione è consigliabile che il suolo sia sempre umido; le pianticelle giovani trapiantate in estate vanno annaffiate con regolarità e in abbondanza finché le radici non si siano ben stabilizzate, la distanza fra le piantine va mantenuta sui 40-50 cm.

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