GiardinoWeb

Arriva la primavera. Basta una passeggiata per iniziare la raccolta, tante nuove piante che riempiono il cesto. Ci affrettiamo a casa per adagiare al più presto le nostre piccole "conquiste "tra fogli di carta di giornale facendo attenzione che fiori e foglie non si pieghino malamente. Le stringiamo nella pressa posta al sole e nei giorni successivi, la mattina, dedichiamo loro un poco del nostro tempo per sostituire i fogli umidi e, intanto, dare una sbirciatina al nostro lavoro. E così, giorno dopo giorno, il diario si trasforma in una piccola collezione di erbe fiorite. Ognuna fermata da fascette di carta e spilli ognuna con il suo cartellino dove annotare diligentemente i dati importanti. E quando finalmente, scartabellando fra le pagine illustrate di un libro di botanica, riusciamo a darle un nome, è una piccola soddisfazione che ci illumina, che rende speciale una giornata iniziata come tante altre…

erbario

Prima di tutto una raccomandazione: informatevi bene prima di raccogliere le piante in montagna perché molte specie sono protette e non devono essere toccate!

In un erbario "fatto bene" ogni campione è completo di radici, fusto, foglie, fiore e frutto.per gli alberi bastano rami, fiore e frutto (se possibile). Questo rende necessario, a volte, raccogliere la stessa specie in momenti diversi della stagione.

Come vi ho già accennato, le piante vanno seccate al sole in una pressa tra fogli di giornale e questi ultimi sostituiti almeno una volta al giorno.Posate con cura le piante in modo che fiori e foglie siano ben distesi e le parti non si sovrappongano.

Per non far cadere gli aghi a conifere ed eriche, immergete le piante ancora fresche in glicerina per uno-due giorni oppure fissatele con la lacca ed essiccatele direttamente sul foglio del l'erbario; le parti della pianta troppo spesse devono essere selezionate longitudinalmente a metà; per asciugare più velocemente succulente e bulbi, inseriteli tra fogli di carta assorbente e stirateli passando velocemente il ferro da stiro caldo (cambiate i fogli più volte); per combattere i parassiti che rovinano le piante sterilizzatele nel microonde che riscalda solo le molecole dei liquidi presenti negli insetti senza quindi agire sulla pianta essiccata.

 

Erbario

Il metodo migliore per fermare gli esemplari nell'erbario è la spillatura che non li rovina e permette di spostarli in qualunque momento: prendete una fascetta di carta (0,5 × 3 cm circa) sovrapponetela alla pianta quindi fissatela ai lati con lo spillo. In alternativa usate del nastro adesivo. Se la pianta è alta, disponetela nell'erbario piegata o tagliata in più pezzi e se volete mettere in evidenza le parti interne del fiore, staccatene alcuni petali. A volte può essere comodo conservare frutti e semi in un sacchettino trasparente da pinzare alla pagina dell'erbario. Quindi riponete tutti i vostri fogli all'interno di due cartoni robusti fermati ai lati da nastri.

Per finire, aggiungete l'importantissimo cartellino.Annotate il nome della specie completo di famiglia, genere, specie e autore; per esempio, la margherita sarà: Compositae, Bellis perennis L. Il nome latino della specie è sempre composto da due termini scritti in corsivo, solo il primo con la. "L" sta per Linneo, l'autore che le ha dato questo nome.

Quindi indicate la data e la località di raccolta (regione, comune, località e quota), il nome del raccoglitore e quello del determinatore (cioè di chi ha riconosciuto le specie). Il riconoscimento della specie non è un problema da poco! A livello hobbistico può bastare fare riferimento a uno dei tanti manuali illustrati della nostra flora che si trovano in libreria.

Concludo il post di questo lunedì con una curiosità, nel mondo, l'erbario più grande è quello di Parigi con 10 milioni di esemplari conservati, al 10º posto (a rappresentare con onore il nostro paese!) troviamo Firenze con 3.500.000 esemplari.

 

Consigli
by:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *