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Buongiorno amici e amiche, oggi era usanza fare la prima uscita di stagione per le campagne, bellissime in questo momento con la fioritura primaverile. Per il momento rimaniamo ancora spettatori e ammiratori della bellissima stagione appena iniziata, con i motivi che ovviamente sappiamo. Mi vorrei però soffermare su un ricordo sempre presente nella mia mente, che in questo periodo è uno dei protagonisti, ovvero il Biancospino.

Forse, in certe zone, è la cosa più bella della primavera. Certo a metà novembre, sulla soglia dell'inverno, con il fogliame ormai ridotto a spoglie vegetali, non più verde ma neppure giallo, con quello sviluppo di rami spinosi che si intersecano disordinatamente, con quella chioma che vista da lontano appare viva solo del suo scheletro bruno cosparso di centinaia e centinaia di mazzetti di piccole bacche toste e opache, brune o rosse a seconda di come cade la luce, il biancospino è la cosa più viva della natura.

E'noto all'uomo fin dai tempi più antichi fu Teofrasto, pare chiamarlo  Katos in greco forza robustezza, e del biancospino non è robusto soltanto il legno (un legno, quando è arrivato avanti con l'età, molto ricercato da falegnami e tornitori), ma l'intera pianta, che nel suo insieme da un'impressione di forza.

Le siepi di biancospino sono poi utili oltre che per scopo ornamentale anche come difesa: se vengono tenute in buona forma, con opportune potature, divengo una barriera impenetrabile per gli animali.

Infine le siepi e gli alberelli delle specie più rustiche sono un ottimo rifugio per gli uccelli siepaglioli che vi costruiscono i loro nidi.

Biancospino

Il biancospino è molto lento a crescere ed è una pianta da terreni calcarei, dove prospera e cresce più rapida e rigogliosa che altrove.

Se il terreno è troppo secco non raggiungerà grandi dimensioni; al sole, alla gran luce darà fiori e frutti in abbondanza; coltivato in posizione semiombreggiata produrrà invece più foglie.

Il fatto che il biancospino e specialmente le specie nostrane, crescono un poco dappertutto, anche in terreni poveri, non vuol dire che si debba far loro patire sete e fame.

Li annaffieremo invece abbondantemente se sono esposti in luogo caldo e luminoso e non faremo mancare loro una buona concimazione a base di letame, una volta all'anno: le piante ci ripagheranno con una crescita più rapida e una maggiore espansione.

Quanto alle siepi, per farle crescere fitte si usa potare le piantine quando hanno raggiunto la grossezza di un dito: si tagli molto basso, senza scrupoli; non tarderanno a ricacciare.

Quando una siepe già adulta minaccia di diradarsi in basso, si possono fendere i rami più grossi nel senso della lunghezza, per poi piegarli e fissarli al terreno.

Biancospino
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