Giardinoweb

Buongiorno cari amici da Andrea

Alta poco più di un palmo, la golossinia è composta da una rosetta di foglie di colore verde scuro, carnose vellutate, che si rompono facilmente.

 



Nascono da un tubero che funge da riserva di elementi nutritivi e che si rigenera e si ingrossa dopo la fioritura. Dal centro delle foglie spuntano in estate(In primavera troviamo fiorite le piante forzate in serra) I fiori che possono essere bianchi, rosa, rossi, porpora o viola, ma anche di colori bianchi e rossi, bianchi e rosa, bianchi e viola, semplici o doppi. A parte le tinte intense, che già di per loro non passano inosservate, quello che colpisce è la grandezza delle corolle, a forma di campana di 8-10 cm di diametro all'apertura, e l'aspetto vellutato, che li rende estremamente accattivanti. E che dire del fatto che, se l'esemplare si trova bene, fiorisce ininterrottamente dall'acquisto in aprile-maggio (oppure dall'inizio spontaneo in giugno) fino a ottobre? Tutti i motivi che ce la fanno preferire come amica decorativa per i nostri appartamenti.

Un esito infelice

Anche se questa è la teoria, diversa è la pratica. Nella realtà infatti-e purtroppo-, la portiamo a casa bellissima, la sistemiamo in appartamento, magari le diamo da bere, e dopo una settimana vediamo che i boccioli diventano marroni sul picciolo e si seccano. Parallelamente i grandi fiori già aperti appassiscono. Pensando che abbia sete, la annaffiamo sempre di più, magari direttamente dal terriccio (se riusciamo a penetrare la cortina di foglie ), e dopo un'altra settimana notiamo una muffetta grigia alla base della rosetta sfogliare, che si sta mangiando anche i picciolini superstiti, e il pic ciolo delle foglie. Indicativamente un mese-mese e mezzo, lo splendido esemplare dei grandi fiori è ridotto a una miseria, tra foglie tagliate perché appassite e bocciolini eliminati.

 

glossinia

Come salvarla

Appena la portiamo a casa, bellissima e in perfetta forma, non mettiamola, appunto, in casa, bensì in esterni in posizione riparata: vanno bene un davanzale esposto al nord o a est, oppure un balcone o terrazzo dove non arrivino i raggi del sole, o un portico luminoso ma non soleggiato. Tollera fino a 10° centigradi, quindi, se una notte si prevede una temperatura inferiore, mettiamola sulla soglia della porta finestra, riportiamola fuori la mattina dopo. L'altro punto critico è l'acqua. Il terriccio deve rimanere sempre leggermente umido. Questo significa che la prima annaffiatura va fatta quando sta iniziando ad asciugarsi, distribuendo rigorosamente nel sottovaso mezzo bicchiere d'acqua per volta. La frequenza d'annaffiatura dipende dalla temperatura esterna: a 15° C basterà una volta settimana, a 25° C almeno due se non tre volte a settimana. Non annaffiamo mai direttamente il terriccio, perché questa condotta favorisce l'instaurarsi della muffa grigia, che ammalora i boccioli, le foglie e a volte anche il tubero. Se dovesse piovere, è meglio ritirare momentaneamente la pianta all'interno, non tanto perché si creano problemi circa la quantità d'acqua che assorbe, quanto perché l'acqua che colpisce i fiori ne rovina i petali, che si macchiano di marrone. Lontano dalla fioritura, invece, la pioggia è benvenuta. Ogni 15 giorni aggiungiamo all' acqua di annaffiatura una dose di concime per piante da fiore, sino a fine fioritura.

golossinia

In autunno sparisce

Terminata la fioritura(in luglio negli esemplari forzati in primavera), le foglie pian piano appassiscono e si seccano(e le annaffiature vanno diradate e sospese). Vanno tagliate alla base, perché il tubero è andato a riposo. Fino agli 8-10° C possiamo lasciare fuori il vaso, alle intemperie. Quando la temperatura scende ulteriormente, mettiamo il vaso in cantina, in garage, il magazzino, anche senza luce, ricordandoci solo di dare gli mezzo bicchiere d'acqua una volta al mese. Oppure estraiamo il tubero, ripuliamolo dal terriccio e conserviamolo in un sacchetto di carta al buio e al fresco. In marzo lo rinvaseremo.

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