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Il dragoncello, noto anche con il suo nome francese estragone, è una bella erba vigorosa con piccoli fiori fragranti, riuniti in pannocchie. La specie, Artemisia Dracunculus, è originaria delle lontane terra di Russia e Siberia; da essa deriva la varietà francese sterile, che non nasce da seme e può quindi essere riprodotta solo per divisione dei cespi.

La coltivazione

Il risultato migliore si ottiene riservando alla pianta una posizione soleggiata e riparata dal vento. Dove gli inverni sono molto rigidi le radici e i cespi, dopo una leggera potatura autunnale, vanno protetti con uno spesso strato di paglia o foglie. Tra cespo e cespo è necessario lasciare circa una quarantina di centimetri. Non va innaffiato molto ed è bene accertarsi che non sussista rischio di ristagno idrico.

Dragoncello

Da sapere

Il nome che ricorda la mitologica figura del drago è probabilmente  dovuto dalla forma di serpente che hanno le radici: in latino la parola draco significa, appunto, "serpe".

Nei secoli scorsi gli arabi lo consideravano un ottimo aiuto per prevenire la peste, mentre gli spagnoli ritenevano che potesse curare il morso di vipere e serpenti velenosi.

Per i tedeschi, il dragoncello è kaiser Salat, insalata imperiale, mentre in inglese si chiama tarragon, la cui lontana radice turca significa proprio "drago".

In Francia il dragoncello è amatissimo. L'uso classico in Provenza è per aromatizzare i capperi e le olive in salamoia, e per dare uno speciale sapore alle uova al tegame e omelettes.

Dagoncello
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