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Buongiorno cari amici da Andrea

Pianta resistente, ama il sole, non teme il freddo né le estati torride, si accontenta di pochissima acqua.



Il termine “Centaurea” è per tutti un termine scientifico e poco più, per gli appassionati di giardinaggio o di flora spontanea richiama un gran numero di specie piuttosto simili nella struttura generale, mentre basta citare la parola “fiordaliso” per evocare immagini di un tempo andato dove l’azzurro delle corolle si mescolava al rosso dei papaveri e al giallo del grano dorato.

Sono fra le presenze fisse dei giardini botanici montani, spontanei o medioevali.
Selvatiche o coltivate le centauree conquistano ogni anno nuovi ammiratori, fiorite dalla primavera all’autunno fanno bella mostra negli stand degli espositori in tutti gli appuntamenti del settore.

Descrizione

Centaurea nervosa è fra le più belle e appariscenti: alta circa 30 cm si riconosce per il grande capolino con fiori tubulosi e fiori ligulati lunghi e sfrangiati sia al centro sia lungo il bordo.

Dotata di una grande capacità di attrazione verso gli insetti impollinatori, il disco diventa una sorta di morbido cuscino, dove i bombi si tuffano, affondando letteralmente, fra i fiori tubulosi. I fiori colpiscono per la geometria complessa e per il colore porpora, intenso e acceso, in netto contrasto con la vegetazione di colore verde smeraldo.

Pianta emicriptofita scaposa, vale a dire con gemme svernanti a livello del terreno, ha un forte rizoma con radici secondarie deputate all’assorbimento.

Centaurea

Le foglie basali, di forma lanceolata, con un picciolo lungo 2-3 cm, hanno margine intero o largamente dentellato (i dentelli sono ben spaziati). Le foglie caulinari sono di forma lanceolato-triangolare, semi-abbraccianti il fusto. Ruvide al tatto.
Le infiorescenze sono grossi capolini solitari formati da soli fiori tubulosi che terminano in cinque esili lobi. I fiori periferici, sterili, sono più grandi ed evidenti.
Grandi fino a 5/6 cm di diametro si aprono nei mesi di giugno e luglio. Caratteristico è l’involucro formato da brattee munite di appendici giallo bruno che conferiscono all’insieme un aspetto ispido.
I frutti sono acheni dotati di un breve pappo che favorisce una prima diffusione nell’ambiente, resa più ampia e capillare dall’opera delle formiche.

Dove si trova

Diffuse dal piano fino ai pascoli alpini le centauree sono piante robuste, capaci di fiorire più volte nella stagione, di conservare i fiori molto a lungo (un capolino può impiegare anche più di trenta giorni a sfiorire), dotate di una buona capacità di ricaccio così da rigenerarsi e rifiorire se sfalciate, come spesso avviene ai bordi delle strade.

In particolare Centaurea nervosa è pianta tipica della fascia alpina dove si trova nei fondovalle, ma già in quota, spesso ai margini dei ghiaioni o degli affioramenti rocciosi dove si accumula il terreno dilavato dalle piogge, gli aghi di pino e le foglie marcescenti formando così un substrato ricco di sostanza organica ma ben drenato.

Si moltiplica con facilità

Tutte le centauree si moltiplicano con facilità. In primavera o in autunno, a ottobre così da dare ancora un mese di tempo utile perché gli apparati radicali riprendano a crescere nel nuovo terreno, si possono suddividere i cespi migliori.

Non gettiamo gli steli che un temporale può aver spezzato, privati della cima possono essere utilizzati come talea. Interriamo un nodo e uno, con le sue foglie, lasciamolo a livello del terreno. Chi desidera riprodurre le piante selvatiche può raccogliere i semi dai capolini prima che inizino a disfarsi disperdendosi nell’ambiente.

Facciamo asciugare i semi in un luogo ventilato e seminiamoli subito in un cassone con terriccio leggero mescolato a sabbia. La germinazione, se seminiamo in estate, può avvenire già prima dell’inverno.

Centaurea

 

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