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Buongiorno cari amici da Andrea

il fiore di tutti i balconi, sua maestà il geranio. Perenne, spesso coltivato come annuale, il geranio proviene dal Sudafrica, dove fu scoperto dagli inglesi, che non potevano fare a meno di notare quei curiosi pelargoni autoctoni.


I primi gerani botanici che giunsero in Gran Bretagna nel diciassettesimo secolo, però, non furono molto apprezzati per il loro aspetto, che non risultava particolarmente appariscente. Verso la fine del secolo fu il botanico Hermann a portare in Olanda il pelargonium cucullatum, capostipite degli attuali gerani imperiali, seguito dal pelargonium pelatatatum, dal quale sono poi derivati gli attuali gerani edera, e dal pelargonium inquinans, papà dei "nostri " amatissimi gerani zonali ( pelargonium zonale, con i classici fiori dal portamento eretto) che in alcune zone italiane sono addirittura diventati spontanei.

Geranio

Le specie di gerani sono moltissime. Vivono all'aperto tutto l'anno al sud, sopportano bene il caldo ma rallentano la fioritura con le temperature elevate, tollerano la salsedine e i venti salmastri e in estate richiedono innaffiature costanti.

I vasi di gerani, in inverno, vanno riposti al riparo dal freddo. Il nome si collega al termine greco ghèranos, che significa "gru". Pelargonium deriva dal greco pelagos, «cicogna», per la somiglianza dei frutti con il becco di questo uccello.

Pur avendo esigenze diverse da specie a specie, i pelargoni devono essere bagnati con moderazione ma in modo regolare, per garantire un umidità costante, sempre senza ristagni. Occorre anche ripulirli dal secco(foglie e fiori) e gradiscono il terriccio smosso, per evitare che, a causa delle continue bagnature, si compatti.

In più, a metà della stagione estiva, quando il piede si scopre, hanno bisogno di almeno una giunta di nuovo terriccio.

Geranio

Scegliere un vaso doppio rispetto a quello di acquisto, preparare una buona miscela utilizzando un terriccio specifico per piante da fiore a cui aggiungere fertilizzanti a lento rilascio, così da assicurare alle piante stesse tutto il necessario per i primi tre mesi di coltivazione.

Se le radici hanno già avvolto tutta la zolla e formano una tela così fitta da far pensare che anche nel nuovo contenitore non si espanderanno, occorre adesso aprirle delicatamente.

Posizionare la zolla in modo che fra questa e il bordo del vaso resti uno spazio libero di 3 - 4 cm. Al momento della bagnatura, allagare tutto il terriccio e non un punto soltanto. Considerare sempre il rapporto fra chioma sviluppata e contenitore: questo dovrà essere in grado per volume, peso e base di appoggio, di garantire stabilità, anche in caso di pioggia e di vento.

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