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Buongiorno cari amici da Andrea

Ti faccio conoscere tutto sul Carciofo, almeno ci provo con la scheda che ti ho preparato.



Appartenente alla famiglia botanica delle Compositae, il carciofo è originario del bacino del Mediterraneo. Era conosciuto e molto apprezzato già dagli anichi Greci come pianta divina e afrodisiaca, e poi da tutti i popoli mediterranei per le sue moltissime proprietà benefiche e la bontà in cucina.

Una leggenda racconta che Giove incontrò una bellissima fanciulla dai capelli color cenere di nome Cynara, se ne innamorò follemente e, per renderla immortale, la trasformò proprio in un carciofo.

È una grande pianta erbacea perenne, può raggiungere anche un metro e mezzo di altezza e ha bellissimi fiori, detti capolini, di un color violetto brillante. L’ortaggio si raccoglie però quando i capolini sono ben serrati e compatti.

Ne esistono moltissime varietà, alcune con spine, altre inermi. Con un sapore aromatico e amarognolo e un profumo leggermente floreale, sono molte le varietà ottime da utilizzare in cucina, cotte o crude, in svariate preparazioni e piatti regionali, soprattutto nella cucina ligure, toscana, laziale e sarda.

I carciofi hanno proprietà detossificanti e protettive. Il sapore amaro è dovuto alla cinarina, che stimola la secrezione biliare e l’attività del fegato, garantendo l’eliminazione delle tossine dall’organismo e favorendone la depurazione. I carciofi fanno parte degli alimenti con il maggior contenuto di fibre, in grado di garantire il corretto transito intestinale e mantenere una buona flora batterica.

La presenza abbondante di fibre li rende inoltre adatti ai soggetti che soffrono di diabete. Sono ricchi di sostanze con attività antiossidante, i flavonoidi, utili nel contrastare l’azione dei radicali liberi, sostanze che favoriscono l’invecchiamento. Contengono molti minerali come potassio, ferro, magnesio, calcio, fosforo, rame e zinco.

Per preservarne le caratteristiche nutrizionali, è buona abitudine consumare i carciofi crudi e conditi con succo di limone e olio extravergine. Anche il gambo, privato dello strato più esterno, può essere consumato crudo.

 

Carciofo

Nel 2018 a Berlino è stato presentato, durante l’evento The new life of fruits and vegetables. Bioplastic packaging and circular economy, un progetto nato a Genova riguardante lo sviluppo di un packaging sostenibile in bioplastica ottenuto utilizzando i carciofi invenduti.

Cosmesi green: a Venezia, nel 2021, foglie e gambi di carciofi scartati al mercato ortofrutticolo sono diventati prodotti innovativi per la salute e la bellezza della pelle e dei capelli. I prodotti testati hanno dimostrato che il capello ne trae giovamento e il cuoio capelluto è delicatamente idratato.

LA COLTIVAZIONE

Il carciofo si coltiva nell’orto domestico: produce circa 10 capolini a pianta. Predilige climi miti e asciutti, anche se si adatta anche a temperature più fredde. Teme però gli sbalzi. Va bene qualsiasi tipo di terreno, purché ben drenato. Nel periodo vegetativo richiede un regolare apporto idrico. La semina è poco praticata in quanto la propagazione avviene, nel periodo della ripresa vegetativa, per mezzo di carducci, ossia polloni della pianta provvisti di radici che si prelevano dalle piante madri, oppure ovuli, che sono porzioni di fusto provviste di gemme. L’impianto avviene nel periodo marzo-aprile e giugno-agosto (ovuli) e settembre-novembre (carducci) in piccole buche profonde circa 30 cm

Carciofo

 

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