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Buongiorno cari amici da Andrea

Il Rabarbaro è usato in tantissimi modi, con la scheda che vi ho preparato vedremo di conoscerlo meglio!



Il rabarbaro fa parte della famiglia delle Polygonaceae, che conta alcune specie erbacee originarie dell’Asia. Ha un robusto rizoma, che può superare l’altezza di un metro e da cui si originano le nuove piante.

Le foglie, di grandi dimensioni, sono riunite in una rossetta basale e hanno un picciolo lungo, cilindrico e carnoso e in alcune varietà di colore rosso.

Facile da coltivare, è anche una pianta con una valenza medicinale, oltre che alimentare, e ornamentale, per i bellissimi colori dei suoi piccioli allungati e la forma delle sue foglie.

In cucina si utilizza principalmente il picciolo, in preparazioni dolci ma anche salate, come ad esempio la giardiniera agrodolce, insalate o minestre.

Va sempre consumato cotto. Ottime le confetture, conosciute soprattutto nei Paesi d’oltralpe e riscoperte anche nella cucina italiana.

Valori Nutrizionali

Le proprietà del rabarbaro sono attribuite essenzialmente al suo rizoma, considerato un regolatore delle funzioni digestive. Studi clinici attribuiscono al rabarbaro anche una funzione antisettica nei confronti delle infezioni intestinali e decongestionante nelle irritazioni della mucosa intestinale. Contiene minerali e vitamine del gruppo B, vitamina A e K, polifenoli e tannini.

rabarbaro

Da Sapere

Le foglie non sono commestibili per l’alto contenuto di acido ossalico, ma possono essere utilizzate per produrre un macerato da utilizzare come antiparassitario naturale nell’orto domestico. In particolar modo è efficace contro i parassiti delle Brassicaceae.

La Coltivazione

Il rabarbaro viene coltivato in zone a clima fresco, nell’orto o in grandi vasi. Richiede un terreno ben drenato in quanto non tollera i ristagni idrici.

Per il suo sviluppo e le sue ampie foglie necessita di tanto spazio, non dovrebbe stare troppo vicino alle altre piante aromatiche, alle quali è spesso associato, o ad altri ortaggi.

Necessita di posizioni soleggiate o, in climi molto caldi, di mezz’ombra.

La raccolta viene fatta scalarmente a partire dal secondo anno di coltivazione senza mai recidere tutte le foglie: si recidono prima quelle di medie dimensioni, scartando quelle troppo grandi e lasciando le più piccole per favorirne la crescita.

 

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